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Brevetto Italiano: trasforma la tua invenzione in tutela e in leva finanziaria
Un’invenzione non brevettata non ti appartiene davvero: chiunque ne venga a conoscenza può sfruttarla, replicarla o – peggio – depositarla prima di te. Ma questa è solo metà della storia.
L’altra metà, spesso sottovalutata, è che in Italia il brevetto è uno degli asset immateriali più riconosciuti dal sistema della finanza agevolata e del credito: abilita l’accesso al Patent Box e al credito d’imposta R&S, qualifica i progetti per i bandi nazionali e regionali (a partire da Brevetti+), pesa nelle due diligence degli investitori e — ai sensi dell’art. 138 del Codice della Proprietà Industriale — può essere costituito in pegno come vera e propria garanzia reale.

Cosa significa in concreto?
Un brevetto ben fatto non è il modulo depositato all’UIBM: è il risultato di una catena di valutazioni tecniche e giuridiche che determinano l’ampiezza, la solidità e la difendibilità della tutela — e che, di riflesso, ne determinano anche il valore economico e finanziario.
Ecco cosa comporta in pratica il deposito di un brevetto italiano:
Perché brevettare in Italia è una scelta strategica
Il brevetto italiano è la prima mossa di una strategia di tutela più ampia, ma è anche – e in Italia soprattutto – il prerequisito per accedere a strumenti finanziari e fiscali pensati per chi innova.
Come funziona il nostro servizio
il deposito del tuo brevetto italiano è un percorso strutturato, che parte da una valutazione di brevettabilità onesta – perché un brevetto debole costa più di quanto rende – e si chiude solo quando la tutela è effettivamente ottenuta e pronta a essere valorizzata.
Le domande più frequenti
Parliamo la lingua di chi innova e uniamo rigore giuridico e agilità operativa per
accompagnare startup, aziende tech e creator verso il successo.
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